RCTWeek #2 – “Punto a fare bene nel finale di stagione, prima testa alla scuola”. L’intervista a Matilde Vallari

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Questa intervista fa parte della #RCTWeek, una serie di interviste nella settimana della presentazione del Racconigi Cycling Team per conoscere le ragazze che nel 2018 faranno parte del team nella categoria Juniores ed Élite. Matilde Vallari è di Lavena Ponte Tresa (VA) e frequenta l’ultimo anno dell’Istituto Socio Sanitario Varese. Corre al Racconigi dal 2016 e quest’anno sarà Élite primo anno.

Andiamo subito al sodo: qual è il tuo obiettivo per il 2018?

Dal 2018 mi aspetto di fare bene nel finale di stagione. Per il momento riesco a gestire bene sia gli allenamenti che lo studio. Ma so che nei prossimi mesi sarà più impegnativo perché quest’anno ho la maturità. Darò il massimo per la mia squadra, con la consapevolezza di alcuni limiti dovuti alla scuola di cui dovrò rendere conto. Fino a giugno non avrò grandi aspettative, ma posso garantire che ce la metterò sempre tutta.

L’hai detto tu, quest’anno maturità: più pronta o più preoccupata?

Pronta diciamo non ancora (ride). Al momento mi sto ancora chiedendo come gestire il periodo della maturità con gli impegni sportivi. C’è da dire però che da parte della squadra abbiamo il sostegno più totale. Siamo fortunate perché siamo seguite molto bene, quindi penso che non ci siano problemi per gli allenamenti. Forse sono più preoccupata perché dovrò fare delle assenze a scuola.

Raccontami come mai hai iniziato a correre in bici e che tipo di ciclista ti consideri.

Ho iniziato a correre perché ho ereditato la passione da mio nonno Nando. Andavo a vederlo alle corse e volevo una bici rossa, come la sua. All’età di sei anni me l’hanno finalmente regalata e da G1 ho iniziato correre nella Lavena Coop Ponte Tresa la squadra del paese.

Direi di essere una passista, ma mi trovo bene anche sulle salite lunghe, quando sono fatte con un passo regolare.

Facciamo un salto in avanti al 2016, quando hai regalato la prima vittoria al Racconigi nella categoria Juniores a Zvingem. Che ricordo hai di quell’esperienza?

Sono arrivata in Belgio puntando a fare bene e fare qualche buon risultato, ma sinceramente non mi sarei mai aspettata di vincere. Poi ho incontrato Francesco (Giuliani) che fino ad allora aveva seguito le esordienti e le allieve, quindi tranne che a qualche ritrovo di squadra non avevo mai avuto l’occasione di creare un rapporto vero e proprio. Lui mi ha esaminato durante la prima gara, quando sono stata ripresa all’ultimo chilometro prima di chiudere tra le dieci.

Il giorno della gara che ho vinto mi ha indicato il punto in cui sarei dovuta scattare. Lì per lì non ero molto convinta, ma non avevo molto da perdere. Così l’ho ascoltato. Mi son fatta tutta la gara in fuga ed è andata com’è andata. È incredibile come in pochi giorni abbia capito quali sono i miei punti di forza e ancora oggi mi trovo molto bene con lui, perché mi aiuta a credere in me stessa.

Come ti trovi con le tue compagne di squadra?

Con le mie compagne mi trovo molto bene. Quest’anno in particolare si è creato subito un bel gruppo, nonostante viviamo distanti tra di noi – abbiamo Marika che sta a Roma e Francesca a Venezia, per esempio – ma c’è davvero un clima sereno.

Tutte noi abbiamo una sorta di ammirazione per Elena (Bissolati, uno dei nuovi acquisti del 2018, ndi) e sicuramente la prenderemo da esempio. Però non ci sono caratteri dominanti, che tendono a imporsi sulle altre. Insieme poi, cercheremo di aiutare le più piccole. Matilde (Vitillo), Marika (Proietti) e Alessandra (Grillo) si sono inserite molto bene e dopo l’esperienza del ritiro di Carnevale posso dire che andiamo tutte d’accordo.