RCTWeek #7 – “Era da alcuni anni che desideravo di correre nel Racconigi, finalmente”. L’intervista a Marika Proietti

Marika Proietti

(la foto è di Simone Nespoli, fotografo Racconigi Cycling Team)

Questa intervista fa parte della #RCTWeek, una serie di interviste nella settimana della presentazione del Racconigi Cycling Team per conoscere le ragazze che nel 2018 faranno parte del team nella categoria Juniores ed Élite. Marika Proietti è una delle tre Juniores primo anno del Racconigi Cycling Team. Classe 2001, fino all’anno scorso correva con il Gs Fiorin con cui ha vinto la medaglia d’argento ai Campionati Italiani di velocità olimpica nel 2016. Vive ad Anagni in provincia di Frosinone e frequenta la scuola per estetista.

Come hai iniziato a correre in bici?

Ho iniziato a correre in bici da G5 per gioco, visto che anche mia cugina faceva ciclismo. Correvo in una squadra mista, il Team Nereggi  in cui ero l’unica bambina. Sono rimasta tre anni questa squadra, prima di cambiare squadra per un anno. Poi in pista ad Avezzana ho incontrato Daniele Fiorin. Sono entrata nella sua squadra da Allieva e ci sono rimasta per due anni, prima di arrivare al Racconigi per passare tra le Juniores.

Qual è la soddisfazione più grande che ti ha regalato il ciclismo?

La mia soddisfazione più grande è arrivata quando ero Allieva primo anno, ai Campionati Italiani su pista di Busto Garolfo. In quell’occasione ho vinto la medaglia d’argento nella velocità olimpica e sono riuscita a qualificarmi con il primo tempo nei 200 metri e alla fine mi sono piazzata quarta nel trofeo di velocità. Per me è stato  un ottimo risultato, perché ero piccola rispetto a molte mie avversarie.

C’è qualcosa che ti spaventa del passaggio nella nuova categoria?

Sinceramente non mi spaventa l’aumento dei chilometri di gara. Più che tutto sono preoccupata dello sbalzo tra le Allieve e le Juniores che mi sembra molto più ampio rispetto a quelli tra altre categorie. Passo da un 2017 in cui correvo con ragazze più giovani di me a un 2018 in cui correrò con persone molto più grandi rispetto alla mia età. È questo ciò che in un certo senso mi fa più paura.

Con le tue compagne nuove più grandi come ti trovi?

Mi trovo molto bene. Mi sono sentita a mio agio fin dal primo momento in cui le ho incontrate. Sono ragazze tutte molto simpatiche. Le prendo un po’ come un esempio da seguire anche per la stagione ciclistica. E non solo con le ragazze mi trovo bene, ma con tutto l’ambiente perché sono persone calorose e gentili. Conosco alcuni membri dello staff già da qualche anno ed è da allora che speravo di correre in questo team. Quando Francesco mi ha chiamata per chiedermi se lo volessi come direttore sportivo, sono rimasta molto contenta. Ho accettato subito.

Hai qualche passione oltre a quella per il ciclismo?

Se devo dir la verità non ho passioni significative. Sì, posso dire che è il ciclismo la mia unica grande passione. Poi ovvio che mi piace uscire con gli amici per divertirsi, però è la bici per me il vero divertimento.

C’è qualche ciclista professionista a cui ti ispiri?

A differenza di molti atleti non ho un vero e proprio idolo. Penso che per il modo migliore per crescere sia cercare di imparare qualcosa da tutti, prendere il meglio dalle varie persone che si incontrano durante il cammino.